A ricordare con esattezza perchè sono diventati ex! Sia chiaro... niente contro l'ex, per carità. Esiste ancora dell'affetto, come no, dopotutto ci son stati 14 anni di vita insieme, ma quando ci devo far qualcosa, qualsiasi cosa insieme che non sia scambiarci due parole e al massimo mangiare una pizza chiacchierando di amenità, mi ricordo con assoluta e limpida chiarezza il perchè si tratta di un'ex.
Bello. Utile sopratutto.
venerdì 29 aprile 2011
lunedì 25 aprile 2011
Silenzio,
Lo cerco. Riempio la casa di musica, ma cerco dentro di me il silenzio per trovare di nuovo la mia identità in questa follia. Ritrovo la magia, reale, nelle cose che faccio quotidianamente per ampliare i miei spazi in un luogo che ancora non mi appartiene. È faticoso, è un lavoro che non riesco a concludere malgrado tutti i miei sforzi, che necessita tempo, spazio, fatica ed è tutt'altro che semplice, ma cerco di farne ogni giorno un pezzo, sforzandomi di non lasciar troppo spazio alla disperazione. Ho bisogno di comunicare, di scrivere quello che sento, fosse anche nelle pagine ambigue di un blog nato per altro, ma sento la necessità di raccontare almeno in parte quello che sto vivendo. Un trasloco mescolato all'elaborazione di un lutto improvviso e devastante, che mette in discussione violentemente tutta la mia vita. Mi rimetto in gioco, necessariamente, cercando di ritrovarmi, nelle piccole cose, come libri, quaderni, spazi internettiani in cui so di entrare solo io, sono modi che mi aiutano a ridarmi un senso, una normalità. Scrivo furiosamente qua, perchè non riesco nemmeno ad aver il tempo per rileggermi e ordinare i miei pensieri perchè diventino leggibili, ma non posso fare altrimenti. Ho necessità di scrivere, di far uscire qualcosa del tutto furioso che mi urla dentro, o esplodo come una pentola a pressione troppo piena abbandonata sul fuoco.
Il mio umore è ballerino come il tempo, passo dalla luce accecante dei progetti alla pioggia di dolore che cerco di arginare, ma che ogni tanto bisogna lasciar sfogare.... e tra questi due estremi cerco di andare avanti, malgrado tutto, malgrado abbia apparentemente perso quasi tutti i miei punti saldi. Eppure ci sono, miracolosamente una parte di me numinosa e forte resiste sempre ed emerge proprio nei momenti di bisogno. Una voce interiore, bella, luminosa e potente che mi riempie di speranza, di chiarezza, anche e sopratutto quando dentro di me ci sono tenebra e tempesta. Per fortuna è la voce che ascolto con più attenzione.
Sono le sette, e dopo una giornata di sole ha cominciato improvvisamente a piovere.
Il mio umore è ballerino come il tempo, passo dalla luce accecante dei progetti alla pioggia di dolore che cerco di arginare, ma che ogni tanto bisogna lasciar sfogare.... e tra questi due estremi cerco di andare avanti, malgrado tutto, malgrado abbia apparentemente perso quasi tutti i miei punti saldi. Eppure ci sono, miracolosamente una parte di me numinosa e forte resiste sempre ed emerge proprio nei momenti di bisogno. Una voce interiore, bella, luminosa e potente che mi riempie di speranza, di chiarezza, anche e sopratutto quando dentro di me ci sono tenebra e tempesta. Per fortuna è la voce che ascolto con più attenzione.
Sono le sette, e dopo una giornata di sole ha cominciato improvvisamente a piovere.
Trasloco.
I primi libri che metti a posto durante un trasloco ti dicono molto di te stesso.... ne ho già mossi quasi la metà, tra narrativa, manualistica, saggistica, esoterismo.... sono circa un migliaio, ed altrettanti mi attendono nell'altra casa per esser portati qua. Sarà lunga, anche perchè in quella nuova ce ne sono quasi il doppio a cui trovar posto, visto che ho ereditato la libreria di una lettrice anche più vorace di me, e di gusti diversissimi, per cui ci sono pochissimi doppioni. Ma qualcosa ho già cominciato a mettere in ordine... e guarda caso ci sono i libri di esoterismo e magia, tra questi. Per quanto sia andato in crisi "religiosa" un paio di anni fa, la wicca fa ancora talmente tanto parte del mio modo di essere e di pensare che i primi libri che ho voluto mettere a posto sono quelli legati proprio alla ricerca magica e spirituale. Non a caso, sono almeno quattro mesi che ho ripreso, con calma e cautela, a meditare, a fare piccoli incantesimi... e sono felice di averlo fatto. Oggi che contemplo i cocci di una vita stravolta, posso almeno trovare punti saldi a cui aggrapparmi, sapendo che mi sosterranno robustamente. E la magia, la wicca, la ricerca interiore, sono indubbiamente uno dei miei punti più saldi.
Gli altri? Ah, sono ancora in giro. Sto cercando da giorni Bukowsky e Richler, li stavo leggendo prima e non li ho ancora finiti, ma chissà dove si sono nascosti... ah, pazienza, salteranno fuori, di qua ad agosto! XPPP
Gli altri? Ah, sono ancora in giro. Sto cercando da giorni Bukowsky e Richler, li stavo leggendo prima e non li ho ancora finiti, ma chissà dove si sono nascosti... ah, pazienza, salteranno fuori, di qua ad agosto! XPPP
giovedì 21 aprile 2011
Scrivere.
Ne ho una voglia impossibile, sono quasi in astinenza. Soffro ne più ne meno che se stessi cercando di tenermi lontano dalla droga, ma questa è una droga che mi fa star bene, e starne lontano, per poco tempo e troppi impegni, mi fa male. Come non mi aspettavo.
Ma non ci posso fare nulla. Una vita si è spenta, ed un'altra è diventata una follia di impegni, e non posso farci nulla se non adeguarmi alla situazione e reagire meglio che posso. Riempio quadernetti di piccole frasi, a mala pena leggibili, sperando che quando avrò più tempo mi riesca di recuperare le idee che mi hanno riempito in questi giorni, aiutandomi a superare ore terribili, pensieri tenebrosi e orrendi. E se anche non riesco a far altro che seguire le storie nella mia testa, senza farle diventare nemmeno una riga scritta, mi consola almeno averne ancora, scoprire che le mie storie, almeno quelle, non mi hanno abbandonato.
Piaccia che sia così. A tempi migliori, quando arriveranno.
Ma non ci posso fare nulla. Una vita si è spenta, ed un'altra è diventata una follia di impegni, e non posso farci nulla se non adeguarmi alla situazione e reagire meglio che posso. Riempio quadernetti di piccole frasi, a mala pena leggibili, sperando che quando avrò più tempo mi riesca di recuperare le idee che mi hanno riempito in questi giorni, aiutandomi a superare ore terribili, pensieri tenebrosi e orrendi. E se anche non riesco a far altro che seguire le storie nella mia testa, senza farle diventare nemmeno una riga scritta, mi consola almeno averne ancora, scoprire che le mie storie, almeno quelle, non mi hanno abbandonato.
Piaccia che sia così. A tempi migliori, quando arriveranno.
martedì 12 aprile 2011
.....
Mi manchi. Mi sembra di impazzire. Mi guardo attorno e sei ovunque, tranne dove dovresti essere. Qua, con me. Ed invece ci sono solo io ed ho l'impressione di esser al posto sbagliato, mi sento vuoto, inutile, come mi fermo mi si spezza il cuore.... Uso la stanchezza e tutto quello che devo fare per non pensarti, ma è inutile. Sono qua, e tu non ci sei.
Cristo.......
Cristo.......
sabato 9 aprile 2011
A te.
In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.
In te sono passato da cellula a scheletro,
un milione di volte mi sono ingrandito
fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota
perché il vuoto l'ho portato con me.
Sono venuto nudo, mi hai coperto.
Così ho imparato nudità e pudore,
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca tutte le parole,
a cucchiaini, tranne una.
Mamma.
Quella l'inventa il figlio,
sbattendo le due labbra
quella l'insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro,
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare,
a friggere le pizze,
a scrivere una lettera,
ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate.
Ti ho versato il vino ed ho macchiato la tavola.
Non ti ho messo un nipote sulle gambe,
non ti ho fatto bussare ad una prigione,
non ancora.
Da te ho imparato il lutto,
e l'ora di finirlo.
A tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato un figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari,
non il loro peso,
a te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo,
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco,
fratello del vulcano che ci orienta il sonno
ti spargerò nell'aria dopo un acquazzone,
all'ora dell'arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.
Erri de Luca.
le ere sconfinate della terra ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.
In te sono passato da cellula a scheletro,
un milione di volte mi sono ingrandito
fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota
perché il vuoto l'ho portato con me.
Sono venuto nudo, mi hai coperto.
Così ho imparato nudità e pudore,
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca tutte le parole,
a cucchiaini, tranne una.
Mamma.
Quella l'inventa il figlio,
sbattendo le due labbra
quella l'insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro,
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare,
a friggere le pizze,
a scrivere una lettera,
ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate.
Ti ho versato il vino ed ho macchiato la tavola.
Non ti ho messo un nipote sulle gambe,
non ti ho fatto bussare ad una prigione,
non ancora.
Da te ho imparato il lutto,
e l'ora di finirlo.
A tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato un figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari,
non il loro peso,
a te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo,
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco,
fratello del vulcano che ci orienta il sonno
ti spargerò nell'aria dopo un acquazzone,
all'ora dell'arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.
Erri de Luca.
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