domenica 27 febbraio 2011

Domenica

Dolce domenica... ebbene sì, di domenica sono sempre di umore dolce e soave, anche quando mi porto dietro qualche incazzatura dalla settimana, la domenica la archivio e la riprendo di lunedì. Tanto non ci posso fare nulla, di domenica. È un giorno che concepisco come lo Shabbat ebraico, non faccio nulla. A mala pena cucino, lo passo nel nulla più ampio. La settimana è già abbastanza piena di impegni, per doverli riversare anche di domenica, almeno un giorno di puro e semplice ozio ci vuole. Come durante la giornata ho ricominciato a cercarmi quei venti minuti da dedicare ad un po' di meditazione, la domenica è il momento di introspezione settimanale, di ripiegamento, di ricerca del centro. Mi fa bene, riparto il tremendo lunedì, giorno che aborrisco sopra ogni altro, con almeno un po' della calma presa a prestito dal giorno precedente. Cazzeggio, mi rilasso, leggo, scribacchio, senza darmi uno scopo, senza un pensiero, abdico a tutto quello che normalmente mi fa avanzare, tra soddisfazioni o incazzature. La domenica serve per farsi portare dalla corrente, ed ogni tanto, spesso di domenica, penso che farei meglio e vivrei più serenamente, se adottassi lo stesso atteggiamento anche agli altri giorni della settimana.

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