domenica 10 marzo 2013

quanto tempo

Non lo so. Non so quanto tempo è passato da quando ho aggiornato questo blog, l'ultima volta. Un paio di anni? Quasi. Un anno e mezzo, un sacco di tempo. Sicuramente abbastanza da averlo dimenticato e da averlo fatto dimenticare ai miei quattro lettori in croce. Così ecco che per paradosso un mezzo pubblico come un blog diventa una cosa privata, visto che per certo non mi legge nessuno. Ma oggi ho voglia di scrivere ancora quattro cazzate. Perché? Non lo so. La verità è che stavo cercando di scrivere un racconto, ma mi sono arenato come una balena in spiaggia, anche se non mi è sparita la voglia di scrivere. E dato che scrivere per scrivere, vale anche scriver cazzate su un blog dimenticato, allora questo è un posto come un altro per raccogliere le idee e mettere insieme qualche paragrafo. Giusto per allenamento, allora... e blogghiamo.
 E' passato tanto tempo perché nel frattempo ho cambiato vita, già. Il trasloco, i nuovi impegni, la strada lunga e infinita fino al lavoro hanno prosciugato tutte le mie energie, al punto che sono tornato a una forma più primordiale di comunicazione. Già, non scrivo più tanto come prima, ma sto reimparando a disegnare. Ero capace, una volta, e complici quattro sanguigne trovate in metropolitana, sto reimparando. E forse sto migliorando persino, probabilmente. Così però le mie storie non sono capace di raccontarle, per cui lo uso solo come mezzo per sfogare le mie ossessioni. Poco forse ma è già qualcosa. Almeno mantengo viva la mia creatività, in qualche modo. E riesco a trovare ancora qualche spunto per scrivere, qua e là, anche se sono del tutto altre storie. Ma va bene lo stesso. Rimpiango certo di non riuscire a scrivere di più, ma questo lo faccio da quando ho memoria. E' stato sempre così, come se vivere per me fosse rubar tempo alla scrittura ed ai libri. Non ci posso far niente, sarei stato infinitamente più felice se avessi potuto passare la mia intera esistenza in una libreria a scrivere e prendere appunti dai libri che leggo. Eppure.. tocca andare a lavorare, pagare le bollette, occuparsi di cose di cui essenzialmente non ti frega assolutamente nulla, di rapporti di cui faresti volentieri a meno.
 Giusto qualche soddisfazione da nerd, via: libri, film, nuove connessioni, nuove abilità. Tutto che circola nel cerchio di carne, sangue e osso del mio cranio. Per tanti è poca roba, per un introverso come me è una galassia di cose.
 Ah, già... grazie ad un libro mi sono finalmente riconosciuto in una cosa che avevo davanti al naso da quando ho imparato a parlare... una definizione psicologica, e una spiegazione semplice, razionale, scientifica del perché sono quello che sono, grazie ad un libro, ovviamente. E poi ditemi che non servono a nulla. Ora che ho trovato un'etichetta nuova da piazzarmi in fronte, mi sento stranamente appagato. Darsi una forma, spiegarsi, capire meglio. Forse è questo che fai nella seconda parte della vita: nella prima hai sfidato il mondo, nella seconda dai una forma a quello che hai fatto, spieghi, razionalizzi. Molto del mio passato misticismo è svanito per strada, sepolto sotto un mare di altrodafaresticazzi, così invece di diventare ateo, sono diventato areligioso. Credo, ancora, in qualche modo, in qualcosa. Ma non ho bisogno di dargli un nome, di agire, tanto penso che a Quello (Quelo) non cambi un cazzo se mi metto a fare l'alleluja o il saluto al sole tutte le mattine. Sono cose che hanno senso per me, non per Esso. Metto il maschile solo per pigrizia, non penso nemmeno più abbia una qualche qualificazione di genere, a questo punto. La assume se gliela dai, ma alla fine probabilmente è una cosa extra, serve solo a noi bipedi per relazionarci con Quelo. Ergo, non ho bisogno di credere: so che c'è. Basta questo. Quando prego o pronuncio mantra lo faccio per me, perché so che mi aiuta, ma non è quello che mi relaziona con Quelo. La relazione esiste a prescindere, se esisto è perché Quelo c'è. Tutto è Quelo, ergo anche io. E per questo sono diventato una specie di caote agnostico. Dubito abbia qualche senso come definizione, ma non sento la necessità di approfondirla, va bene così. Basta per me, come la preghiera. Non serve a mettermi in relazione, giusto a darmi una qualche parvenza di forma se qualcuno la vuol proprio sentire. E mi sa che la capiscono proprio in pocherrimi, e questo è buono per il mio snobismo. Per cui, essermi trovato in una razionale, scientifica definizione psicologica mi piace, mi diverte. Mi mette in una posizione, anche se non mi contiene totalmente, però mi indica una prospettiva da dove partire.
 Sto invecchiando? No, non ancora, mi sto godendo la mia maturità. Mi piace, è bello sentirmi grande.

 Ecco.... la sola cosa che non mi piace. Venir interrotto quando scrivo. E quando finalmente scrivo a getto continuo.
Affanculo, che odio...

giovedì 19 luglio 2012

Idiosincrasie letterarie, le manie di un lettore compulsivo.


Idiosincrasie letterarie. Ovvero le manie di un lettore compulsivo.

- non presto MAI i miei libri. piuttosto li regalo. non si prestano i propri figli e nemmeno i gatti, perchè dovrei prestare i miei libri? li amo!

- difficilmente restituisco i libri che mi prestano. non ricordo mai di farlo e poi se l’ho letto e mi è piaciuto, è MIO!

- me ne fotto degli spoiler, vado a leggermi anche l’ultimo capitolo se a metà non ce la faccio a resistere alla suspance.

- metto i segnalibri solo ai libri che mi piacciono, altrimenti piego l’angolo della pagina. Colpa di Nero Wolfe, aveva la stessa abitudine.

- predo appunti al margine. ho deciso di comprare il kindle quando ho scoperto che potevo farlo anche lì, altrimenti ciccia.

- rileggo i miei libri preferiti anche randomicamente, aprendo il libro a caso.

- leggo anche puttanate. anzi, il mio gusto dell’orrido mi attira verso quelli che sono considerati casi letterari a scapito della qualità. non per nulla posso dire di aver letto 3msc, twilight e 50 sfumature…. almeno se ne devo parlar male lo faccio a ragion veduta.

- leggo prevalentemente gialli e fantasy, ma in realtà leggo tutto quello che mi ispira…

- se un libro mi piace davvero tanto finisco con il comprarne più copie, per averlo rilegato, in brossura, magari illustrato o ritradotto… ma rileggo sempre la prima versione.

- se non ho niente da leggere in tasca vado nel pallone. sono capace di entrare in una libreria a caso o di andare in edicola a caccia almeno di un fumetto o di un giallo per non dover restare senza leggere, anche se magari poi non riesco a legger nulla.

- adoro annusare i libri nuovi, accarezzare le copertine dei libri rilegati, ma non ho avuto alcun problema a passare al digitale. quello che mi interessa è la storia, più dell’oggetto e così posso leggere di più e comprare rilegati solo i libri veramente interessanti.

- non mi piacciono i dorsi intatti dei libri. quando ne compro uno in brossura come prima cosa lo apro in centro e poi ai quarti, per lasciare il segno di lettura avviata.

- possiedo abbastanza volumi da mettere insieme una libreria di medie dimensioni. mal contati sono circa 5000 volumi tra libri e fumetti. si, ne ho letti la maggior parte. la percentuale si aggira attorno al 70%. una volta era più alta, ma ora la mia libreria è composta anche dai volumi che ho ereditato e non ho letto tutto quello che ho ereditato. della mia originaria, avevo letto il 90% dei miei libri.

- ho cominciato a leggere attorno ai sette-otto anni. adoravo i fumetti ed i libri sugli animali, tanto che volevo fare il veterinario. poi ho scoperto che non sopporto il sangue, per cui…

- è quasi impossibile vedermi uscire da una libreria a mani vuote. giusto ora che ho l’ereader ho cominciato a limitarmi.

- ho già caricato l’ereader con un migliaio di titoli. e tanti sono classici che ho già letto ma che mi fa piacere riaprire ogni tanto.

- adoro i classici.

- ho in progetto una lettura di Proust con un amico perchè entrambi ci areniamo regolarmente dopo un paio di pagine della Recherche. forse in due riusciremo a leggere almeno un capitolo? XD

- tendo a seguire la classificazione dewey anche nella mia biblioteca… ma ora è talmente incasinata che ci vorrebbe un anno per rimettere tutto a posto. pazienza.

- ho libri ovunque. OVUNQUE! anche in pile per terra.

- mi ricordo la posizione dei libri a memoria, è difficilissimo che ne perda uno, ma ogni tanto quando ne cerco uno non lo trovo… per cui sono convinto che i libri abbiano vita propria, si spostano, si nascondono, vanno a spasso… e quando si vogliono far trovare appaiono sul tavolo.

- adoro i libri rilegati, sopratutto quelli con quelle belle rilegature in pelle, consunte dagli anni. Sarei un collezionista, se potessi permettermelo.

- adoro il book crossing. lo so che sembra paradossale, visto che ho detto che non amo prestarli, ma quando ho dei libri che mi avanzano, preferisco lasciarli in book crossing piuttosto che venderli.

- sbircio sempre quello che la gente legge in bus e quando trovo qualcuno che legge un libro che mi è piaciuto attacco bottone regolarmente.

- adoro leggere in giro… quasi più che leggere in casa. mi piace da matti andare al bar, la domenica e passare un’ora o due in compagnia di un libro e di un caffè.

- le mie vacanze ideali sono in un posto dove poter leggere in tranquillità per giorni e giorni, senza pensare a niente. e magari avendo giusto un paio di librerie da visitare… o un bel museo.

venerdì 30 dicembre 2011

La mente


La mente non è un'illusione, un'ipotesi.
La mente è un luogo interno, una dimensione privata e personale che occorre conoscere, esplorare e tenere in ordine, per poterla usare al meglio delle sue potenzialità.
Ogni giorno bisogna camminare al proprio interno, guardarsi attorno, riconoscere che cosa vi abbiamo messo e decidere cosa ci serve e cosa no, per non aver pesi che ci intralcino ed appesantiscano. Occorre trattare la nostra mente meglio ancora di come trattiamo la nostra casa, perché in essa abiteremo molto di più che in qualsiasi altra casa.
E come una casa dobbiamo organizzarla: ha una cucina, dove risiedono i nostri problemi di tutti i giorni, ha un salotto, dove alloggiamo i nostri divertimenti, ha una biblioteca, dove organizziamo saperi e ricordi, ha una cantina, dove sono celate le nostre paure, una soffitta, dove albergano i nostri sogni e le ambizioni, la camera da letto, dove custodiamo le nostre passioni... in queste stanze noi passiamo la maggior parte della nostra vita, eppure spesso non ce ne accorgiamo nemmeno, non le guardiamo, le lasciamo riempire di lerciume e disordine, come non tollereremmo mai in casa nostra.
Per questo la nostra vita si riempie di paure, di pensieri superflui, di confusione: i nostri sentimenti non ci sono chiari, le nostre ambizioni eccessive e confuse, e noi ci sentiamo inermi, incapaci di risolvere i nostri guai, di affrontare le nostre paure. Ma come faremmo in casa, dobbiamo imparare, un passo alla volta, a tenere in ordine la nostra mente, così che le nostre risorse più nascoste verranno a galla, e scopriremo che come la nostra mente è stata ordinata, così la nostra vita tornerà in ordine.

domenica 27 novembre 2011

Sai di essere un Bookahlic quando....


  1. sbagli fermata del bus per andare in ufficio perché eri troppo impegnato a leggere.
  2. non riesci ad uscire da una libreria senza un altro libro in mano, anche se a casa non sai più dove metterli.
  3. sei in grado di consigliare una lista di libri a chiunque, anche a quelli che non leggono mai.
  4. piuttosto che prestare un libro compri un doppione da regalare a chi te lo ha chiesto.
  5. non presteresti mai uno dei tuoi libri, non si sa mai che ti venga voglia di rileggerlo.
  6. scegli solo borse che possano contenere almeno un libro.
  7. non sai vivere senza avere un libro con te.
  8. se per caso dimentichi il libro che stai leggendo a casa, entri nella prima libreria che ti capita per comprare qualcosa da leggere.
  9. adori l'odore della carta stampata nuova.
  10. adori l'odore della carta stampata vecchia.
  11. vai a far la spesa e torni a casa carico di libri, senza aver comprato nulla di quello che ti serviva.
  12. cerchi una casa nuova, pensi prima di tutto ad un posto per contenere i tuoi libri
  13. hai una pila di libri anche in bagno... e cambia sempre! 
  14. parli alla gente e fai citazioni dai libri preferiti.
  15. se osservi le persone che conosci riesci sempre a trovare un personaggio a cui somigliano
  16. passi la notte in bianco a leggere senza nemmeno accorgertene solo perché continui a pensare "ancora una pagina".
  17. se finisci un libro che ti è piaciuto ti dispiace come se vedessi partire un caro amico per un lungo viaggio. 
  18. compri la versione in brossura di un libro che hai amato perché lo possiedi solo in edizione economica e vuoi anche la versione bella per non toccarla mai. 
  19. hai talmente tanti libri da averli messi in doppia fila sugli scaffali e quando decidi di metterli in ordine scopri di avere dei doppioni, acquistati pesando di non averli.
  20. finisci in pochi mesi tutti i libri da leggere nella biblioteca del paese e devi migrare in quelle dei paesi vicini per trovare altro.
  21. trovi in biblioteca un bel libro e lo restituisci prima di averlo finito perché te lo sei comprato.
  22. non usi le borse di plastica delle librerie perché adori portare i libri in braccio.
  23. fai le acrobazie per vedere cosa leggono gli altri passeggeri sul bus o in treno
  24. attacchi bottone a estranei solo perché stanno leggendo un libro che ti è piaciuto
  25. selezioni amici e possibili partner sulla base dei gusti letterari
  26. diffidi della gente che non legge
  27. quando vai a casa di qualcuno per la prima volta ti fai un'opinione immediata sulla base dei libri che possiede
  28. ti leggi il libro prima di andare a vedere un film tratto da esso per poi poter dire che il libro era meglio
  29. leggi i cataloghi degli editori come se fossero menù di ristoranti esclusivi.
  30. hai casa intasata di libri, ma piuttosto che venderne pensi che ti ci vorrebbe una casa più grande. 

domenica 20 novembre 2011

Si impara lentamente a soffrire di meno. Qualcuno mi ha detto che bisogna entrare nella sofferenza, che serve per imparare e per crescere. Ma io ho voglia di uscirne, di darle per imparate, certe lezioni. Me ne sono portata dietro tanta e per troppo tempo, ed è ora di liberarsene e vedere di nuovo la luce in fondo al tunnel. Si rischia di innamorarsi dell'eccessiva sofferenza, di farne una giustificazione comoda per non agire, per ripiegarsi su se stessi. Ma vivere significa farsi carico della propria esistenza, dei propri dolori e disfarsene, quando diventano solo dannosi. Tanto è accaduto nella mia vita per trasformarla in quello che è ora, ed è tempo di agire, di fare senza giustificazioni inutili per non agire.
La strada è fatta per camminarci sopra. Fermarsi è parte del percorso, ma non è il percorso.

lunedì 7 novembre 2011

Scrivere?

È una lunga palla quella che mi racconto della scrittura. Scrivo pensierini, son bravo solo a scrivere quelli. Diari e pensierini ben articolati, per una storia che non va da nessuna parte, onanistica e centripeta. Magari sono solo pensieri del lunedì, ma oggi ho la netta impressione che aver riempito pagine su pagine per anni, per la maggior parte della mia vita, sia stato solo un narcisistico spreco di tempo.
Non so nemmeno che cazzo sto facendo qua a raccontarlo su un blog che nessuno, cristo, nessuno a parte me viene a  leggere.
Ma a chi cazzo sto raccontando palle?

domenica 6 novembre 2011

Oddio...

Una nuova pagina per la bacheca di Blogger. Di solito i cambiamenti non mi spiacciono, ma questo mi ha spiazzato. Non ci capisco niente. Ma si tratta solo di abituarsi...
Domenica di pioggia e di letture. Ed ogni volta che ho un nuovo libro tra le mani, di un autore che non ho mai letto, finisco con il pensare che dovrei aver tre vite per leggermi tutto quello che vorrei leggere. E forse non basterebbero nemmeno, visto che penso sempre che tutti i libri che ho letto siano solo la metà di quelli che vorrei leggere.