Ed un mese infausto da far passare il più rapidamente possibile.
Niente riesce a distrarmi dal solo pensiero che occupa la mia mente, per quanta fatica faccia a cercare punti di fuga. Più che mai avrei ora bisogno di quella che Tolkien giustamente chiamava l'evasione del prigioniero, ma nemmeno viaggiare attraverso la Terra di Mezzo mi solleva l'animo dalla gabbia dove sono costretto a vivere.
La mia testa, una quotidianità che aborro, una scadenza che incombe minacciosa e si avvicina senza uno straccio di certezza fino all'ultimo, maledetto, fottuto, angoscioso momento.
Cerco in tutti i modi che conosco di non sentirmi così inutilmente e inesorabilmente imprigionato, ma non riesco a vedere altro che le sbarre della gabbia, e non il cielo oltre. Eppure so che c'è, lo ricordo... il colore, la luce, sono custoditi nella mia memoria. Non mi resta che stringere i denti, aspettare la fine di questo periodo e vedere di tornare al più presto alla libertà, di qualunque cosa sia fatta.
Maledetto precariato.
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